mercoledì 5 dicembre 2007

Cipolla, aglio, sogni e pomodori
Stanotte, mentre il sonno tardava a venire e questo magico inizio di dicembre mi riportava tra Gregory House ("Solo un idiota si mette tra Achab e la sua balena") e il "Cosmetici e Conserve" ("Quant a moy i'ay uoulou ce qui ie seauois fut cogneu") del sempre utile Nostradamus; stanotte, quando finalmente gli occhi si son chiusi sulle pagine aperte; stanotte mentre nel dormiveglia i sogni, sfilacci ma pieni di richiami, rigiravano leggeri tra le morbide lenzuola; stanotte i pensieri -allucinati, vendicativi come pietre nella lapidazione evangelica, ma anche sciolti e librati come l'armonia del preludio del Lohengrin- stanotte il torto, si metteva d'accordo con la ragione, stanotte.

Eccoci. E' quasi mezzodì. Ricordo.

Al risveglio poco è rimasto: un Marie-Antoine Carême con al seguito un corteo di artisti, musicisti, intellettuali a cimentarsi nel cogliere l'armonia tra gusto, vista e olfatto.

E ancora, Anna Bolena - in cucina con la paranza d'oro tempestata di diamanti - alla quale, non concordando sul tempo di cottura del roast-beef, Enrico VIII decolla, all'istante, con la mezzaluna, la testa sul tagliere.

E poi, il gaudente Gioacchino Rossini, figaro qua figaro là, vestito da Lindoro, insidiante - complici fumiganti tournedos - le virtù della bella e vispa Rosina.

Che d'altro? Si forse, quel grappolo d'uva che Greta Garbo - sdraiata, muta in bianco e nero- tiene alto sulla bocca aperta.

Il tocco è passato, è quasi l'ora, basta. Via, presto -l'acqua bolle, gli spagetti aspettano- a scaldar l'olio, tagliar cipolla, aglio e pomodori...

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